Quando si decide di sottoporsi a un trapianto di capelli, una delle prime domande che i pazienti si pongono è: “Meglio farlo in estate o in inverno?”
Dal punto di vista medico, non esiste una stagione “perfetta”: la sopravvivenza degli innesti e la qualità della ricrescita non dipendono dal mese in cui si esegue l’intervento, bensì dalla corretta pianificazione e dal rispetto delle linee guida post intervento.
Tuttavia, ogni stagione porta con sé vantaggi e accortezze specifiche che è importante conoscere per programmare al meglio l’intervento e vivere più serenamente la fase di guarigione.
Trapianto in estate: è davvero possibile?
Sì, il trapianto si può eseguire tranquillamente anche nei mesi più caldi. L’estate, però, impone maggiore attenzione nella gestione quotidiana:
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Esposizione solare diretta: la cute appena operata è estremamente sensibile ai raggi UV. Un’esposizione precoce può provocare eritemi, discromie e, nei casi peggiori, danni ai follicoli trapiantati.
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Sudorazione eccessiva: il caldo aumenta la produzione di sudore, che può irritare la cute, favorire l’infiammazione e rendere più fragile l’attecchimento degli innesti.
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Attività estive (mare, piscina, sport): sabbia, acqua salata, cloro e sport intensi sono nemici degli innesti almeno per le prime 2 settimane-
Raccomandazioni estive
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Proteggi il capo con cappelli larghi e traspiranti, in cotone o lino, evitando modelli stretti che esercitano attrito sulla zona ricevente.
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Rinuncia a sport intensi per almeno 10–15 giorni.
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Non asciugare il sudore strofinando: meglio tamponare con carta monouso sterile.
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Evita il sole diretto per almeno 3 mesi. Dopo il primo mese, solo su indicazione medica, è possibile utilizzare creme solari specifiche per lo scalpo ad alta protezione.
👉 Per un approfondimento: Guida alla protezione nei mesi post trapianto di capelli.
Trapianto in inverno: i vantaggi nascosti
L’autunno e l’inverno sono spesso considerati i mesi più “comodi” per affrontare un trapianto. E non a torto:
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Minore esposizione solare → meno rischio di scottature e discromie cutanee.
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Clima fresco → ridotta sudorazione, quindi minore probabilità di infiammazioni o infezioni.
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Uso più agevole del cappello → in inverno è naturale indossare copricapi senza attirare attenzioni o causare disagio.
Dal punto di vista pratico, molti pazienti preferiscono i mesi invernali anche perché spesso coincidono con ferie o periodi di minor impegno lavorativo. Questo rende più facile gestire le prime settimane post-operatorie, in cui possono essere presenti crosticine, rossore o edema temporaneo Vedi: Aspettative dopo il trapianto
Quindi, quale stagione è la migliore?
La risposta è semplice: entrambe vanno bene.
La scelta non dipende da fattori medici assoluti, ma da:
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Stile di vita del paziente (mare e sport in estate? Routine più calma in inverno?).
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Disponibilità di tempo per il post-operatorio.
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Capacità di seguire scrupolosamente le raccomandazioni del chirurgo.
📌 Estate → perfetta se sei disposto a rinunciare a sole, mare e sport per alcune settimane.
📌 Inverno → più agevole per la maggior parte dei pazienti, soprattutto per comfort climatico e praticità sociale.
Conclusione
Non è la stagione a determinare il successo di un trapianto, ma la qualità dell’équipe chirurgica, la pianificazione personalizzata e il rispetto delle indicazioni post-operatorie.
Che tu scelga l’estate o l’inverno, il risultato sarà lo stesso: capelli naturali, permanenti e una nuova immagine di te stesso.
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